
Francesco Verolino
Francesco è stato per me un vero mentore che mi ha iniziato ai segreti del bianco e nero applicato alla street photography. La sua lezione fondamentale: il bianco e nero non è desaturazione, ma costruzione della fotografia prima ancora del click. È imparare a vedere il mondo in toni, contrasti, geometrie di luce e ombra. Le passeggiate tra le vie di Napoli sono state la mia vera scuola. La città si presta perfettamente a raccontare la vita: teatro spontaneo, umanità che straripa, contraddizione vitale. Qui ho messo in pratica i suoi insegnamenti, scoprendo come il bianco e nero sia intensificazione più che sottrazione. Come diceva Luciano De Crescenzo: "Napoli è l'ultima speranza che ha l'umanità per sopravvivere". Grazie, Francesco, per avermi aperto gli occhi a un modo diverso di abitare il mondo con lo sguardo.

Maurizio Verdecchia
Mi è bastata una sola fotografia, scattata a Venezia e firmata da lui, per accendere in me il desiderio di approfondire il suo stile nella fotografia notturna. Grazie al suo insegnamento, ho scoperto la tecnica Mortal Night, un approccio innovativo che consente di catturare ogni dettaglio di luce e superare i limiti della gamma dinamica, anche nelle fotocamere digitali più avanzate. Chi avrebbe mai immaginato che un semplice lampione, illuminando un ponte, potesse diventare la chiave per svelare la magnificenza del patrimonio artistico e immobiliare di una città unica al mondo? Venezia è stata solo il punto di partenza di questo viaggio di scoperta. Da allora, ho esplorato numerose città italiane, lasciandomi ispirare dalle loro bellezze architettoniche come mai avevo fatto prima.

Mauro Saporiti
Per tutte le volte in cui ho sentito dire che le cose più belle e gli incontri più significativi nella vita non si cercano, ma si scoprono nella casualità degli eventi, penso a un nome: Mauro Saporiti. L’ho conosciuto durante un evento fotografico, e fin da subito si è distinto per la sua professionalità e umanità. Due qualità che, oggi più che mai, è raro trovare racchiuse nella stessa persona. Nel mio percorso professionale, Mauro si è rivelato una figura fondamentale. Non era tenuto a farlo, ma in momenti di difficoltà è stato capace, con tatto e discrezione, di offrirmi quei consigli che hanno fatto la differenza, aiutandomi a superare impasse che sembravano insormontabili. Oggi, Mauro è molto più di un collega: è un amico. È una persona con cui posso dialogare anche su temi lontani anni luce dalla fotografia, sapendo di poter contare su di lui. Ha quella rara capacità di lasciare sempre una porta aperta, pronto ad ascoltare con attenzione e sincerità.
Glauco Dattini & Marco Fulli
Alla conclusione di un corso base di fotografia, la prima parola che rivolsi ai miei Maestri fu: grazie. Grazie per avermi permesso di comprendere che, fino a quel momento, ero stato forse abile nell’uso della fotocamera, ma che la vera avventura fotografica iniziava proprio da lì.
Se la pratica è fondamentale per un fotografo, la teoria è altrettanto imprescindibile: essa costituisce il fondamento per comprendere ogni suo aspetto in modo profondo e consapevole. La possibilità di catturare, in infiniti modi la luce necessaria di cui abbiamo bisogno genera combinazioni di immagini uniche e irripetibili, svelando la magia della fotografia. Questo continuo intreccio tra teoria e pratica consente di affrontare con successo anche le condizioni di luce più complesse ed estreme.
La composizione, infine, è l’elemento che eleva uno scatto, trasformandolo in un messaggio capace di comunicare ed emozionare. Bisogna apprendere che fotografare non significa semplicemente immortalare un momento, ma padroneggiare luce, tecnica e visione per raccontare una storia.
