Il bilancio fotografico 2025 si chiude con una consapevolezza: fotografare e scrivere non sono mai stati per me gesti separati. Entrambi nascono dalla stessa urgenza – dare forma a ciò che rischia di restare invisibile, documentare l’essenza prima che l’apparenza la soffochi.
Quest’anno ha segnato la convergenza di questi due linguaggi in progetti concreti, costruiti con la stessa ostinazione con cui si compone un’inquadratura o si cerca la parola giusta.
Il bilancio fotografico 2025: Roma invisibile, Roma necessaria
Le strade, i volti, le comunità ai margini. Il lavoro fotografico del 2025 ha continuato a muoversi negli spazi che la città preferisce non vedere. Non per esotismo sociale o fascinazione del degrado, ma perché lì si concentra una verità che altrove viene diluita: l’umanità ridotta all’osso, senza filtri, senza maschere.
Il bianco e nero non è stata una scelta estetica ma etica, nella tradizione di maestri della fotografia sociale. Eliminare il colore significa eliminare la distrazione, costringere chi guarda a confrontarsi con strutture, volumi, espressioni. Con l’essenziale.
Ogni ritratto ambientale, ogni scatto pensato e composto per strada è stato un atto di testimonianza. Non cronaca, ma registrazione di esistenze che meritano di essere viste, riconosciute, ricordate.
Ogni ritratto ambientale, ogni scatto pensato e composto per strada è stato un atto di testimonianza. Non cronaca, ma registrazione di esistenze che meritano di essere viste, riconosciute, ricordate.
Scripta Lucis: fotografia e scrittura nel bilancio 2025
Da appena un mese è online Scripta Lucis. Non una semplice vetrina digitale per le immagini, ma il primo passo verso uno spazio dove la fotografia si interrogherà, si spiegherà, si metterà in discussione.
Un anno intero di progettazione e costruzione – struttura, organizzazione dei contenuti, architettura tecnica, SEO, conformità GDPR – per dare vita a ciò che nel 2026 diventerà operativo: un blog dove le immagini troveranno una seconda vita attraverso la parola.
Tecnica fotografica, riflessioni sull’atto del vedere, analisi di scelte compositive, storie legate ai progetti fotografici. Il 2026 sarà l’anno in cui questo spazio troverà la sua voce piena, dove pensiero fotografico e scrittura dialogheranno costantemente.
Il Ponte Digitale: quando il teatro interroga l’autenticità
Contemporaneamente, un altro progetto è maturato. “Il Ponte Digitale”, commedia teatrale in tre atti iniziata esattamente un anno fa, è ora vicina al compimento.
Il cuore dell’opera sta nel conflitto tra autenticità e rappresentazione, tra connessione reale e connessione mediata dalle forme moderne di comunicazione. Due personaggi incarnano le contraddizioni del nostro tempo: da un lato la vita vissuta attraverso schermi e interfacce digitali, dall’altro il bisogno profondo di relazioni genuine, di presenza fisica, di sguardi che si incontrano. Le loro esistenze, apparentemente inconciliabili, trovano punti di contatto inaspettati proprio nelle fragilità che entrambi cercano di nascondere.
Teatro e fotografia, scrittura scenica e progetto del blog: forme diverse per interrogare la stessa urgenza. Come si racconta la verità in un’epoca dove la mediazione tecnologica è diventata la norma? Come si preserva l’umano quando la distanza digitale sostituisce la prossimità?
Verso il 2026: un anno di promesse
Questo bilancio fotografico 2025 segna un punto di svolta. È stato un anno di costruzione, di gettare fondamenta. Il 2026 sarà l’anno del raccolto.
Un incidente di fine anno mi costringerà a una breve pausa. Domani un intervento, poi riabilitazione. Niente di drammatico – i problemi si affrontano, si risolvono, poi si comprendono. In quest’ordine.
Ma questa pausa non rallenterà i progetti. Anzi, darà tempo per affinare il calendario editoriale di Scripta Lucis, per definire gli ultimi dettagli de “Il Ponte Digitale”, per preparare nuovi progetti fotografici sulle comunità invisibili di Roma.
Il 2026 inizierà con:
Un blog finalmente a pieno regime, con contenuti regolari che intrecciano fotografia, riflessione e narrazione. La conclusione del lavoro teatrale, pronto per trovare la sua strada verso la scena. Nuovi cicli fotografici già in progettazione. Storie quotidiane da raccontare, concetti da sviluppare, sguardi da condividere.
Un anno dove ciò che è stato seminato nel 2025 troverà finalmente la luce.
